Anche l’occhio vuole la sua parte: body shaming e cyberbullismo

Scritto da Super User. Postato in News

Articolo pubblicato su  "www.isernianews.it"  il   09-12-2019

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“Che grassa”, “troppo magra”, “troppi tatuaggi”, “quanto trucco!”, “troppo mascolina”, “ma quella non si è depilata?”, “dovrebbe togliersi qualche piercing” … Potremmo continuare per ore: chi di voi non ha mai fatto commenti simili sull’aspetto di qualcun’altra? Ognuno ha le sue opinioni, ma insultare o etichettare negativamente una persona in base a come appare non è altro che body shaming.

Gli esperti suddividono il body shaming in ‘fat shaming’ e ‘thin shaming’. Il primo prende di mira le persone in sovrappeso o affette da obesità (che, ricordiamolo, è una vera e propria malattia), il secondo quelle molto magre (magari con problemi di anoressia). Dalle frecciatine più velate agli insulti diretti, il risultato è uno solo: far vergognare del proprio corpo o di come ha deciso di mostrarlo le vittime delle nostre battutine velenose, in particolare attraverso il web e i social network. Si potrebbe pensare che sia un fenomeno proprio del mondo femminile, invece anche gli uomini ne subiscono gli effetti seppur in forma minore. “Il tuo nudo corpo dovrebbe appartenere solo a chi amerà la tua nuda anima” scrive Francesca Manzini, che è stata splendida protagonista a Amici Celebrities, mostrando un talento fuori dal comune e grande versatilità citando una frase della lettera di Charlie Chaplin indirizzata alla figlia Geraldine, da sempre in prima linea contro il body shaming.

Si, perché il fenomeno coinvolge - sembra strano - anche i vip come Marco Mangoni, Britney Spears e Mariah Carrey. Ricordiamo il caso di Vanessa Incontrada, al centro di feroci critiche per il suo peso da più di dieci anni o come quello recentissimo sui social che ha preso di mira le sorelle e le amiche di Chiara Ferragni durante l’addio al nubilato la scorsa estate a Ibiza. Dietro i chili presi in pochi mesi può però nascondersi un momento emotivamente difficile, se non addirittura una diagnosi di depressione (lo stesso discorso si può fare in caso di eccessiva magrezza). Quando si commenta l’aspetto fisico di una persona con la quale non si ha una forte confidenza, si possono toccare tasti molto delicati e provocare danni gravi.

Il corpo, pur essendo sotto gli occhi di tutti, è legato a una dimensione profondamente privata, che merita un grandissimo rispetto. Stando ai numeri: sui social una donna su due è stata offesa per le forme del proprio corpo. Il fenomeno colpisce uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 55 anni. In casi estremi può portare anche al suicidio.

Cosa bisogna fare se si è vittima di body shaming su web?
Ecco qui di seguito alcuni consigli: dare meno importanza al giudizio altrui e ai social network, focalizzare l'attenzione sulla salute piuttosto che sulla bellezza, praticare sport per sentirsi meglio con sé stessi, non specchiarsi in situazioni in cui l'umore non è al massimo e così via. È poi importante interrompere i canali di comunicazione con gli hater (coloro che sui social lanciano commenti negativi), attraverso lo strumento del ban (blocco), messo a disposizione da tutti i social network. Va ricordato, poi, che il bullismo è un reato. Pertanto le condotte persecutorie subite possono essere denunciate alle forze dell'ordine, che perseguiranno i responsabili. Un ruolo importante spetta ai genitori, chiamati a notare le forme di disagio, a confrontarsi con i propri figli e, eventualmente, a valutare un percorso terapeutico per superare insicurezze e traumi subiti.

I-Forensics Team